
Eremo di San Genesio con Bambini: La Gita di Famiglia Perfetta sul Colle Brianza (2026)
C'è un posto in Brianza che fa ancora credere alla magia delle domeniche in famiglia. Si chiama Eremo di San Genesio, sorge a 832 metri sul livello del mare tra pini e castagneti, e ogni volta che le sue mura bianche appaiono tra il bosco, grandi e piccoli smettono di respirare per un secondo.
Se stai cercando una gita che funzioni davvero — abbastanza avventurosa da entusiasmare i bambini, abbastanza accessibile per i genitori con passeggino al seguito, e abbastanza bella da meritare il sabato di preparazione — sei nel posto giusto. Questa guida ti racconta tutto quello che devi sapere per visitare l'Eremo di San Genesio con i bambini, con i percorsi testati, i consigli pratici e una sosta gastronomica che trasformerà l'escursione in un'esperienza completa.
Indice dei Contenuti
Perché l'Eremo di San Genesio è la meta giusta per le famiglie
I 3 percorsi per raggiungere San Genesio con bambini
Cosa vedere lungo il cammino
Il panorama dalla cima: il gioco delle montagne
Storia dell'Eremo: raccontarla ai bambini
Rifugio degli Alpini: cosa trovi in cima
Consigli pratici per famiglie
Perché l'Eremo di San Genesio è la meta giusta per le famiglie
Il Monte di San Genesio — noto anche come Colle Brianza o Monte di Brianza — è uno dei rilievi prealpini più riconoscibili della provincia di Lecco. Con i suoi 832 metri di quota, non è certo una vetta per alpinisti: è una montagna a misura di famiglia, inserita nel PLIS Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Monte di Brianza.
Ciò che lo rende speciale è la combinazione rara di elementi: un antico eremo camaldolese dalle mura bianche abbaglianti, un bosco di pini che profuma di montagna vera, prati larghissimi per correre e rotolare, e un panorama sulla pianura padana e sulle Alpi che vale da solo il viaggio.
Non servono zaini tecnici, non servono gambe allenate mesi prima: con le giuste scelte di percorso, si può portare qui anche un neonato in carrozzina.
I 3 percorsi per raggiungere San Genesio con bambini
Percorso A – In auto fino quasi alla cima (adatto a tutti, anche neonati)
È la soluzione per chi ha bambini molto piccoli, neonati, o semplicemente non vuole camminare.
Inserisci "San Genesio – LC" nel navigatore. Dalla SS36 esci a Nibionno, imbocca la SP342 verso Bergamo, poi la SP58 verso Santa Maria Hoé e Colle Brianza. Attraversa gli abitati fino a Cagliano, svolta in via Marconi e poi a destra su via San Genesio in direzione "Ristoro Alpino".
L'ultimo tratto è sterrato, ma percorribile da qualsiasi automobile normale. Parcheggi nello spiazzo a circa 830 metri di quota, prima di due colonne e di un cartello di divieto ai veicoli. Dal parcheggio al Rifugio sono 10 minuti a piedi, 20 metri di dislivello su un sentiero con gradini di legno.
Adatto a: neonati, passeggini, nonni, chiunque voglia godersi la cima senza fatica.
Percorso B – La strada sterrata da Campsirago (famiglie con passeggini robusti)
È il percorso più amato dalle famiglie con bambini piccoli che già camminano.
Parcheggi a Campsirago, una frazione di Colle Brianza a 680 metri di quota. Si raggiunge da Olgiate Molgora seguendo le indicazioni per Madonna del Sasso / Campsirago. Prima dell'abitato trovi un ampio parcheggio sulla destra.
Da lì imbocchi la strada sterrata semi-asfaltata che porta all'Eremo: costante ma mai dura, ombreggiata da castagni e pini, con traffico automobilistico quasi assente. Lungo il percorso incontrerai il Santuario della Madonna del Sasso, perfetto per una sosta.
Durata: circa 40 minuti.
Bonus: puoi trasformare il percorso in un anello — salita su strada, discesa sul sentiero CAI n.1 (o viceversa).
Adatto a: passeggini robusti o "fuoristrada", bambini dai 2-3 anni in su.
Percorso C – Sentiero CAI n.1 da Campsirago (bambini dai 4-5 anni in su)
Per chi vuole la vera esperienza di sentiero nel bosco.
Stessa partenza di Campsirago (680 m). Si attraversa il borgo medievale — un angolo di Brianza che sembra fermo nel tempo, con il lavatoio comunale, Piazza San Bernardo e la piccola chiesa omonima — e poi si entra nel bosco seguendo i segnavia bianco-rossi del CAI. Il sentiero costeggia le mura dell'Eremo e sbuca direttamente sulla piazzetta del Rifugio.
Dislivello: 150-170 metri. Durata: 45 minuti – 1 ora.
Attenzione: sentiero ripido, non adatto a passeggini. Con pioggia o umidità diventa scivoloso. In autunno i ricci di castagna sul terreno rendono obbligatorie le scarpe chiuse.
Variante per i più allenati (6+ anni, ~500 m dislivello): partenza dalla stazione di Olgiate Molgora o da Mondonico (via Squadra, ~300 m). Ideale per chi arriva in treno — in alta stagione il Parco di Montevecchia attiva una navetta tra la stazione e Mondonico.
Riepilogo dei percorsi
PercorsoPartenzaDislivelloTempoPer chiA – In autoCagliano20 m10 minTutti, neonati inclusiB – Strada sterrataCampsirago~170 m40 minFamiglie con passeggini robustiC – Sentiero CAICampsirago150-170 m45 min – 1hBambini dai 4-5 anniC-lungaMondonico/Olgiate M.~500 m1h45 – 2hBambini dai 6 anni
Cosa vedere lungo il cammino
Il borgo di Campsirago
Per chi parte dalla parte bassa, il borgo medievale di Campsirago è la prima sorpresa. Recuperato a partire dagli anni Novanta, è oggi sede di Campsirago Residenza, all'interno del cinquecentesco Palazzo Gambassi. Lungo il percorso si incontrano il lavatoio comunale, Piazza San Bernardo con la sua chiesetta e alcuni tavoli con panche — ottimi per una prima sosta con i bambini.
Il Santuario della Madonna del Sasso
A metà salita lungo la strada sterrata, il piccolo santuario eretto nel XVIII secolo merita una breve fermata. Fu costruito per ricordare l'apparizione mariana avvenuta il 23 luglio 1657 alla vedova Giovanna Fumagalli. Con il suo portico ligneo a due colonne, è uno di quei luoghi che raccontano da soli la storia della Brianza.
La pineta e i castagneti
Il complesso monastico è circondato da un fitto bosco di pini che regala una sensazione di montagna autentica. In autunno i castagneti intorno all'Eremo diventano protagonisti: raccogliere ricci e castagne con i bambini è una delle esperienze più belle della stagione.
Il Sentiero di Giano e gli itinerari tematici
Dalla piazzetta sotto il Rifugio partono numerosi sentieri tematici segnalati: l'Itinerario del Castagno, l'Itinerario delle Acque (percorso digitale con QR code e contenuti sonori), il percorso Clorofillati con pannelli di ecopsicologia. Nel 2026 è stato inaugurato il Sentiero di Giano, opera di land art permanente di Campsirago Residenza — un motivo in più per esplorare i dintorni con i bambini.
Monte Crocione e Madonnina dell'Alpe
Per i più allenati, a 15-20 minuti dall'Eremo lungo il sentiero CAI n.1, il Monte Crocione (879 m) regala un'altra prospettiva. Sulla cima una grande croce di legno con scalinata di circa 150 gradini. Ancora più in là, la Madonnina dell'Alpe a 889 m — il punto più alto della Brianza.
Il panorama dalla cima: il gioco delle montagne
La piccola terrazza posteriore del Rifugio Alpino è uno dei balconi più belli della Lombardia minore. Con i bambini, trasformarlo in un gioco di riconoscimento delle vette è un classico senza tempo.
Le cime identificabili a occhio nudo sono notevoli: il Resegone (1875 m), la Grigna Settentrionale (2410 m) e la Grignetta, il Monte Barro (922 m), il Pizzo dei Tre Signori (2553 m), e tante altre. Verso il basso si vedono il Lago di Olginate, Calolziocorte, il fiume Adda con le sue anse, e in lontananza — nelle giornate più limpide — i grattacieli di Milano con la cerchia alpina sullo sfondo.
È da qui che Leonardo da Vinci osservò la valle dell'Adda con le Grigne sullo sfondo. Un dettaglio che ai bambini più grandi, di solito, fa un certo effetto.
Storia dell'Eremo: raccontarla ai bambini
L'Eremo ha origini antichissime. La prima citazione documentata risale al 950 d.C., in un atto notarile che menziona una "cappella Sancti Genexii in Monte Suma". Nel 1449 i veneziani vi si arroccarono durante le guerre sforzesche. Nel 1571 fu visitato da San Carlo Borromeo.
Nel 1591 arrivarono i frati eremiti agostiniani, che vi rimasero quasi due secoli prima che il governatore austriaco ne decretasse la chiusura nel 1770. Il complesso passò in mani private, fu abbattuto nel 1802, e ricostruito dai Camaldolesi a partire dal 1864. La chiesa attuale, dedicata a San Giuseppe, fu ultimata nel 1885.
Oggi è di proprietà privata della famiglia Rocca, normalmente chiuso al pubblico. Le sue bianche mura di clausura, però, si vedono da ogni punto della Brianza — un faro silenzioso nel verde.
Per i bambini più grandi: il 10 ottobre 1943, lungo l'itinerario da Giovenzana, una targa ricorda il Casello dei Partigiani, dove furono trucidati José Martínez e Andrea Sance. Una sosta importante per chi vuole unire escursione e memoria storica.
Rifugio degli Alpini: cosa trovi in cima
Il Ristoro Alpino San Genesio — detto "Rifugio degli Alpini" — è gestito dal Gruppo ANA Campanone di Colle Brianza. Apre solo la domenica (e festivi), mai in settimana.
Non si accettano prenotazioni. Trovi tavoli e panche all'esterno, un portico coperto sul retro, e ristorazione tipica alpina: polenta, salumi, piatti caldi. Acqua disponibile presso il rifugio — lungo i sentieri di salita non ci sono fontane, quindi meglio portare borracce per tutti.
Anche se il Rifugio fosse chiuso, la gita vale lo stesso: i prati intorno all'Eremo, i boschi, gli scoiattoli tra i pini e il panorama restano accessibili sempre. Porta il pranzo al sacco e non rimarrai deluso.
Contatto per verificare l'apertura: Giovanni Tavola, capogruppo ANA Colle Brianza — 039 9260513.
Quando andare: i periodi migliori
Autunno (settembre-ottobre): la stagione regina. Foliage, raccolta delle castagne, Rifugio aperto. Le domeniche di settembre e ottobre sono il momento ideale.
Primavera (maggio-giugno): clima mite, percorso ombreggiato, coincide con la programmazione di Campsirago Luogo d'Arte e del Festival Il Giardino delle Esperidi — eventi teatrali per famiglie e bambini di tutte le età.
Estate: il percorso è prevalentemente ombreggiato, ma l'ultimo tratto allo scoperto nelle ore più calde sconsiglia le partenze tarde.
Inverno: con cielo sereno il panorama è eccezionale. Sconsigliato dopo nevicate o forti piogge per la scivolosità del sentiero.
Consigli pratici per famiglie
Scarpe: chiuse e robuste sul sentiero CAI. Sulla strada sterrata bastano scarpe da ginnastica solide.
Acqua: carica borracce per tutti. Fontane disponibili solo a Campsirago, Marconaga, Giovenzana e Ravellino.
Passeggini: solo sull'Opzione B (strada sterrata). Il sentiero CAI non è adatto.
Cani: ammessi, percorso pet-friendly.
Bagni: disponibili al Rifugio quando aperto.
Aperture dell'Eremo: normalmente chiuso. Aperto nelle ultime due settimane di luglio, il 24-25 agosto (Festa di San Genesio martire, messa alle 10:30), e durante "Ville Aperte in Brianza" (ultimo weekend di settembre).
Cosa puoi trovare al Boogie
Le parole dei nostri ospiti
Sono stata giovedì sera per il giro risotti. 8 tipi diversi tutti buonissimi. Porzioni abbondanti, saporiti, ottima qualità delle materie prime. Consigliatissimo!
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